L’ alternativa è il coworking

L’hanno chiamato Piano C il progetto che cambia del tutto il modo di lavorare, di vivere, di stare con la famiglia, di respirare la società. Uno spazio alternativo, una nuova cultura del lavoro, mq2 dove l’utile tende la mano al “dilettevole” che spesso diventa necessità. Stiamo parlando del coworking, una nuova cultura del lavoro che delinea spazi alternativi nel modo di lavorare. Creato soprattutto per agevolare donne lavoratrici, a volte sole, che non possono beneficiare di assistenza alternativa. Orario flessibile, asilo in ufficio e anche qualcuno disposto a fare le commissioni al tuo posto. Un sogno per tutte le madri lavoratrici si concretizza in una nuova realtà imprenditoriale. Spesso l’organizzazione del lavoro non tiene conto delle innovazioni tecnologiche e della società che cambia. Il risultato è che molte persone ne sono tagliate fuori e le categorie più discriminate nel nostro paese sono le donne che rappresentano solo il 13% della classe dirigente. In Italia il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi in Europa, appena 34,5%, qui una donna su tre smette di lavorare a tempo pieno dopo aver avuto il primo figlio. Una perdita enorme di risorse. Le donne restano ai margini del lavoro perché nessuna delle regole che lo governano oggi è stata disegnata secondo le loro esigenze. Lo spazio sarà totalmente femminile, unici uomini ammessi, padri con figli. L’idea di “spazio” che cambia, Il coworking, aperto a tutte le donne e studiato su misura per incontrare i bisogni delle lavoratrici con figli. Oltre alle scrivanie, ad una cucina e a sale riunioni, questi spazi prevedono anche aree dedicate ai bambini dagli 0 ai 6 anni, supervisionate da educatrici . All’interno di queste aree si potranno trovare anche dei corsi di formazione e il servizio “salva tempo” che, a costi modici, le lavoratrici permetteranno di affidare ad altri le proprie commissioni, come la spesa online, il pagamento delle bollette e la lavanderia. Tutto questo permetterebbe alle impiegate appena rientrate dalla maternità di passare alcune giornate di lavoro in un ambiente “baby-friendly”. Il concetto finale è cercare di ricreare una felicità produttiva lavorando in un ambiente sereno.

 Francescapaola Iannaccone

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