La sofferenza dei bambini dopo una separazione

Claudia aveva dieci anni quando con il suo zainetto giallo e rosa e il suo sguardo melanconico veniva a casa mia tutti i giorni per farsi aiutare nei compiti di italiano e storia.

Un caschetto nero che nascondeva pensieri troppo grandi per le sue esili spalle. Aveva l’aria di chi nel mondo non credeva più, a dieci anni, era un po’ troppo presto!

Le sue mani parlavano del suo disagio, unghie mangiucchiate e pellicine rialzate a scoprire carne viva, oltre l’epidermide dentro un derma che non aveva voglia di afferrare nulla che non fosse niente.

Un giorno, mentre le spiegavo le congiunzioni i suoi occhi iniziarono a lacrimare, gocce d’oceano che le inondavano un viso ancora incompleto.

Singhiozzava forte, Claudia, spaventata dal suo stesso nodo in gola che si dipanava dai suoi occhi scuri.

L’ho lasciata piangere e nel mio silenzio le stringevo quelle dita deturpate dall’ansia di un qualcosa che stava vivendo ma che non trovava soluzione se non nell’inquietudine di pianti alternati a mutismi e svogliatezza.

Soffiato forte il nasino e asciugato quel dolore, dopo un bicchiere d’acqua ed una caramella al latte, le chiesi cosa la preoccupasse così tanto da farla vivere in agitazione.

Laconica fu la sua risposta:” Papà e mamma si sono separati e lui è andato via di casa, non tornerà più a vivere con noi!” e mentre confessava la sua pena, il suo sguardo era diventato severo, come se d’un tratto avesse compiuto trent’anni e non fosse più un alunna di prima media spensierata tra i problemi del saggio di danza e la prima cotta per il compagno dell’ultimo banco in fondo a destra.

Claudia in quel momento aveva il volto della sofferenza, in quell’istante stava incarnando tutti i bambini che senza colpa si trovavano involontariamente a subire dolorose decisioni di terzi.

Quando i genitori si separano il trauma dell’evento colpisce tutto il nucleo familiare. Ad esserne colpiti soprattutto i bambini che vivono la separazione della madre e del padre come un evento ingiusto, sviluppando rabbia e tristezza.

Capita a volte che nascano in loro sentimenti ostili verso i loro genitori e possono ritenere uno dei due responsabile di questa decisione. Il tempo di accettazione è variabile da alcuni mesi fino ad arrivare a degli anni.
In molti casi succede che il bambino si sente responsabile della separazione dei genitori e qui il loro ruolo ha un’ingerenza particolare nello spiegare e chiarire che il motivo del loro disaccordo non dipende assolutamente dalla sua persona. Importante è che gli ex coniugi mantengano quantomeno un rapporto amichevole, fosse solo per aiutare i figli a superare la crisi senza aggravare ulteriormente il loro stato psicologico, già provato dall’allontanamento da casa di uno dei due.

Subito dopo la separazione, studi psicologici lo confermano, è il momento più delicato perchè i genitori si trovano a dover affrontare le loro emozioni con la fine di un matrimonio e con tutte le sofferenze che ne conseguono. Questo rende anche difficoltoso comportarsi da adulti attenti proprio nel momento in cui i figli ne avrebbero più bisogno.
Sia i bambini sia gli adulti coinvolti nella separazione attraversano fasi di stress paragonabili a quelle del dolore per la morte di qualche caro. Per quanto concerne le modalità con cui i bambini esprimono lo stress, dipende dalla loro età e dalle caratteristiche individuali.

Queste fasi comprendono:
Rifiuto
Alcuni bambini non accettano l’idea della separazione, evitano di parlarne isolandosi o facendo finta di niente.

Rabbia

Quando i bambini si rendono conto che la separazione è avvenuta, manifestano rabbia verso uno o entrambi i genitori, verso i coetanei o i compagni di scuola. Un bambino piccolo può fare molti più capricci rispetto a prima. Il bambino può esprimere la sua rabbia anche fuori casa, per questo motivo è importante che a scuola gli insegnanti siano a conoscenza della separazione.

Provano a far riavvicinare i genitori

Alcuni bambini pensano di poter fare qualcosa per evitare che i genitori si separino. Importante è rassicurare il bambino dicendogli che la loro decisione è stata presa indipendentemente dal suo comportamento e che non può fare niente perché mamma e papà tornino insieme.

Depressione

Quando il bambino capisce cosa sta succedendo e si rende conto dell’impossibilità di una risoluzione e che la separazione è definitiva esso può sviluppare depressione e piangere molto spesso.

Accettare la separazione

Per quasi tutti i bambini arriva il momento in cui la separazione dei genitori viene accettata.

I bambini devono ricevere  amore e supporto per essere aiutati a gestire queste diverse fasi. Importante è comunicare le proprie emozioni come sarebbe per i genitori capire che essi debbano continuare ad avere le stesse abitudini precedenti alla separazione, pur riconoscendo che si sta vivendo un periodo difficile.
La rassicurazione è la forma più importante di terapia che entrambi gli ex coniugi possono adottare nei confronti dei figli bisognosi di risposte. Solo il tempo in questi casi è il miglior alleato. Pian piano lo stile di vita di una famiglia con un solo genitore trova una sua stabilità. Si è riscontrato che in una famiglia monogenitoriale  il bambino diventa presto più maturo e responsabile. Le circostanze in cui gli sono date delle responsabilità, lievemente superiori alle sue capacità, favoriscono le sue abilità di gestire le situazioni in modo adeguato e indipendente. Ad un bambino può essere utile sapere che non è l’unico che sta crescendo con un solo genitore, che è successo a molti altri e che tutto è andato bene. E’ importante incoraggiare il bambino a manifestare le sue emozioni ascoltandolo.

Ho rivisto Claudia l’anno scorso, mi ha fermata per strada quel caschetto bruno inconfondibile con le mani non più colpite dalla sua ansia ma con le unghie tinte di celeste, come il cielo che mi sa aveva iniziato a riguardare. Il suo sorriso timido mi ha raccontato che frequenta il primo liceo classico, promossa a pieni voti, è serena, vive con la sua mamma e  sta imparando con il tempo a capire che l’amore dei suoi genitori per lei figlia non si è dipanato come il sentimento che un tempo aveva unito loro.

Francescapaola Iannaccone

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