E se l’emozione fosse travestita da vampiro?

Non mi restava che chinare il capo e accettare […] mentre il conte Dracula parlava, c’era qualcosa nei suoi occhi e nel suo portamento che mi ha rammentato che ero prigioniera, e, volente o nolente, non avevo scelta. Dal mio chinare il capo, il conte ha capito di aver vinto, e nella preoccupazione sul mio volto ha letto il suo predominio. Ha cominciato allora a farne uso, ma nel solito modo pacato, a cui non si poteva dir no.

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Non sempre hanno denti aguzzi ed un mantello nero, non vivono in castelli della Romania e non escono solo la notte. Spesso sono più vicino di quanto possiamo immaginare. Possono essere un collega di lavoro, un familiare, un amico, il partner, persone che vivono succhiando l’energia altrui. Definiti dalla psicologia come “vampiri emotivi”. Quando ci s’imbatte in questa categoria d’umana fattezza, a risentirne è lo stato psicofisico del malcapitato. L’umore cambia, e l’unica cosa che si desidera fare, dopo averci avuto a che fare, è il desiderio incontrollabile di porre fine a questa apatia febbricitante buttandosi su di un letto e spenta la luce, spenti anche i pensieri nefasti che come loro marchio di fabbrica s’incollano in testa a cera lacca, provare a dormire.

Il vampiro emozionale non azzanna il collo per nutrirsi del sangue: si nutre di energia altrui che per sopravvivere succhia via.

La percezione del mondo dei vampiri emozionali è distorta, in perenne caccia di obbiettivi energetici, pretendono la completa attenzione da parte degli altri, chiedono amore incondizionato senza dare niente in cambio, hanno sempre bisogno di qualcuno che li ponga su un piedistallo emotivo.

Spesse volte succede di ritrovarsi nei canini di questa malata emotività proprio quando si è in coppia.

E se le relazioni sono positive e costruttive, queste fondano le loro basi sullo squilibrio conflittuale tra chi succhia energia e serenità. I vampiri emozionali godono della sofferenza del proprio partner che sottopongono a continue torture psicologiche. Il loro obiettivo è farli sentire inadatti e indesiderabili, adottando piccole critiche che mettono di cattivo umore.

I principali tipi di vampiri emozionali sono:

1 – IL NARCISISTA

Tutto gira intorno a loro, umani dall’autostima inossidabile acciaio inox, non si può avere spazio per la propria “invisibile ai loro occhi” persona, convinti che solo quello che gli succeda sia importante. Privi di empatia, la loro pericolosità sta nel non riuscire mai a dare amore in modo incondizionato, vivono in un perenne emotività che li catapulta al centro della scena. Nel loro modo di vedere si è delle comparse e se non si fa a modo loro, diventano punitivi e vendicativi.

  • LA VITTIMA 

Manipolano la preda con il lamento continuo che il mondo cospiri contro di loro. Chiedono continua comprensione e piena immedesimazione con i loro problemi e dolori esistenziali a tutte le persone che gli gravitano intorno. Il benessere e la felicità  altrui vengono annullati dal loro pessimismo perenne ed in crescita.

  • IL CONTROLLORE

Li mantiene in vita il bisogno di controllare tutto. Hanno un’opinione su qualsiasi cosa neanche fossero dei socratici a spasso. Annullano le emozioni di chi gli sta vicino  e non prendendo in considerazione le esigenze altrui. Sono i classici portatori sani di onniscienza.

  • IL LOGORROICO

Totalmente indifferenti ai sentimenti altrui,  concentrati solo su se stessi e su quello che devono dire, non percepiscono i segnali non verbali ed è difficile arginare il loro fiume di parole. Il logorroico parla perchè ama ascoltare il suono della sua voce, si compiace spesso, dialogo e confronto non sono vocaboli da lui conosciuti.

I vampiri emozionali non sono sempre consapevoli del loro ruolo perchè sono persone malate, caratterizzati da un’ enorme percezione assolutistica e totalizzante del proprio ego  che dell’ingombro ha il nome moltiplicato per nove.

Persone che invadono la libertà altrui senza porsi limiti, convinte che tutto il resto dell’umanità sia stata creata per soddisfare i loro bisogni.
Sembra una persona normale ma, lentamente, dopo essersi conquistata la simpatia della preda, inizierà a succhiarle energie emozionali.

Quando si cade vittima di un vampiro emotivo non ci si accorge subito che la sua presenza innescherà un immediato cattivo umore.

A volte nascono dei legami di dipendenza che scaturiscono nel morboso e malsano, togliendo comunque energia e lasciando un senso di stanchezza e demotivazione.

Somaticamente l’incontro con un vampiro emozionale non è esente da sintomi fisici quali emicranie, eccessiva stanchezza, a volte nausea, passando poi per quei sintomi psichici che scaturiscono nell’ insicurezza e nei sensi di colpa.

Difendersi, per rinforzare anche la propria autostima non è impossibile anche se a volte, invischiato il cuore, sembra sia difficile staccarsi da queste presenze oscure.

Tenere a mente che la vita è complessa ma non difficile è già un passo avanti per rimodulare i pensieri e fare spazio a quello che realmente si desidera.

Scegliere con chi compiere il proprio cammino su questa terra è la forma di libertà più alta che un essere umano può scegliere.

Molti, innamorati di un semplice sorriso, fanno l’errore di sposare tutta la persona.

All’inizio il loro travestimento migliore è la perfezione che indossa indumenti stirati dalla dedizione, dall’essere brillanti e pronti a soddisfare qualsiasi esigenza emotiva della “vittima”.

Caderci, con queste prospettive non è difficile.

Per saper valutare, fin dall’inizio, i vampiri emozionali, basta accorgersi dei piccoli segnali che come piede in fallo, non essendo perfetti, mettono.

Sono persone che costruiscono se stesse sui bisogni altrui, pronti a soddisfarli per poi, subito dopo, rinfacciarli.

Assemblaggio di ossa e carne che nascondono una doppia vita, abili a mentire, che sono attratti da personalità forti perchè provano più soddisfazione ad attingere energie e in seguito annientarle.

Incapaci di essere obiettivi verso la logica realtà, sfalsano le situazioni di cui sono artefici facendo ricadere la colpa non certo sulla loro persona.

Smascherarli, fin dall’inizio, non è difficile, basti fare attenzione ai piccoli campanelli d’allarme, quale il repentino cambio d’umore, alcuni soffrono anche di sindromi depressive che tengono a bada con dosi di farmaci, cercando di camuffare la loro natura, notare il loro essere sempre agitati e nervosi se qualcosa gli va storto, poco propensi al confronto e a volte incapaci di avere una propria idea, la modulano a seconda delle persone che hanno di fronte, solo per compiacerle, tattica per attirarle a sè.

Nella vita c’è molta sofferenza e forse l’unica sofferenza che si può evitare è la sofferenza di cercare di evitare la sofferenza.

                                                                       

Francescapaola Iannaccone 

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One thought on “E se l’emozione fosse travestita da vampiro?

  1. Oggi vi parliamo del Vampirismo emotivo. Non abbassate la guardia, non chiudetevi in voi stesse, sperando che un giorno la situazione possa migliorare. Da certe dinamiche non se ne esce, anzi ci si lascia imprigionare. Nasce tutto, sempre come una favola e apparentemente sembra la persona perfetta, colei che che soddisfa ogni tuo desiderio. Ma dietro c’è altro, molto, molto altro. Purtroppo quando ci si rende conto della situazione si è già talmente dentro emotivamente, da non riuscire più ad averne una visione chiara. Il nostro consiglio è parlarne. Parlarne con chi vi è accanto, familiari, amici per avere un punto di vista alternativo, anche difronte alla cecità emotiva a cui conducono queste persone. Unico neo, inizialmente sembrano piacere a tutti, ma con il tempo i tasselli vi porteranno a ricostruire un puzzle e a vederne lucidamente la figura. Vi lasciamo alcuni spunti per poter valutare, rimanendo a mano tesa, sempre.

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