C’era una volta Bambina Mia #storie

C’era una volta, Bambina mia.

di L’aura (@LapostrofoAura) 

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“Ha gli occhi così grandi, in quel suo essere bambina.

-Mamma, guarda, io rido!

Si amore mio, ridi. Ridi sempre.”

Vorrei raccontarti una fiaba, per rendere dolce l’amarezza, ma non so condire con espedienti,  draghi, principi o castelli, le mie parole. Potrei narrarti la storia di una principessa, chiamandola con il tuo nome, ma il tuo viso ha le sembianze di un angelo, e nel mio immaginario riflette qualcosa di etereo, allora sarebbe un racconto al sapore di Eden  e non  una favola incipriata di effimero.

“-Contiamo i granelli di sabbia insieme.

-Ma sono tantissimi, piccola mia.

-Mamma, allora abbiamo tra le mani ..l’infinito.”

Hai gli occhi di chi è stata costretta a vivere, ancora prima di poter comprendere la vita. E le favole, bambina mia, sono piene di colori immaginari e sfondi senza tempo. E tu dei colori hai dovuto imparare le sfumature partendo dal nero e del tempo hai tenuto stretti i ricordi, per non lasciar scivolare via ciò che di bello credevi fosse possibile.

“Sei seduta con la schiena adesa alla porta, lo sguardo di chi spera, una bambola tra le mani e le scarpine slacciate, che avrai certamente provato a sistemare.

-Voglio il mio papà. Posso aspettare qui?”

Mi siedo accanto a te, appoggi la guancia sul mio ventre. Sorridendo, ti accarezzo piano, mentre mi sradico l’anima a pungi chiusi, celata nel mio silenzio.”

Se potessi plasmerei per te i sogni che l’egoismo altrui ti ha strappato.  Si amore mio, puoi aspettarlo il tuo papà, io rimarrò qui accanto. Lasceremo scivolare il tempo , morderai a denti stretti in futuro le tue consapevolezze e inspirando profondamente, ti stringerò forte, ogni giorno.

“-Ti racconto una favola, mammina. C’era una volta la mia mamma e il suo re. Ma il re la abbracciava sempre e a te non cadevano più le lacrime dagli occhi.”

Del c’era una volta, ti racconterò la bellezza della vita che rifiorisce persino dopo un abbandono. Quella che oggi sto vivendo, dopo aver lottato contro traumi e paure. Ma non ti potrò nascondere le ombre che si intersecano alla luce; riconoscerai tra le mie parole la stanchezza delle notti  in bianco e dei giorni in nero. La forza di gravità che marchia ogni responsabilità genitoriale non equamente condivisa; il mio essere donna, madre, padre, confidente, spalle, braccia, respiro, vita.  Percepirai il suono dei miei respiri affannati, quelli di quando chiudo  la portiera della nostra auto, spingendola con una gamba e afferro forte le buste della spesa, mentre ti stringo tra le braccia.

“Sfiori le tue ciglia, poi ti volti sorridendo.

-Mamma, ho i capelli sugli occhi per coprire benissimissimo quello che non voglio vedere”.

Ti bacio lo sguardo e ingurgito lacrime.”

 La consapevolezza, bambina mia, è una vivisezione della realtà che incombe sulla propria essenza. Lascia i visceri esposti alle intemperie della razionalità, senza anestetizzarne le emozioni, anzi amplificandone i sensi. Ma aprire gli occhi è l’unica vera terapia per non morire di una virulenta cecità emotiva, che in questo periodo, sta annientando il mondo.

Oggi ti accarezzo, facendomi scudo dinanzi ai tuoi incubi. Ti osservo somatizzare l’amarezza di un’assenza, mentre ricerchi fiabe in cui poter rifugiare i perché delle altrui mancanze. Soffrirai amore mio. I tuoi recettori affonderanno nel dolore il momento in cui le tue emozioni saranno sottoposte  alla lama tagliente del raziocinio, plasmandosi  in sentimenti.  E forse odierai e se lo farai sarà per il troppo amore, non per la sua assenza. Vivrai ogni fase di questa sofferenza e io sarò lì accanto, quando con gli occhi pieni di disillusione, suturerai con fili d’edera le tue ferite. Quando rigenererai la speranza e tingerai di tempera e  valori,  la tela di un mondo. Il tuo mondo.

“-Mamma, tu non vai via? Rimani sempre sempre con me, vero?

-Certo, amore mio.”

Non sarò semplicemente in un “sempre”. Lo costruirò giorno dopo giorno. Sarò nelle intercapedini dei tuoi respiri, vegliando sulle tue paure, accompagnandoti nelle tue scelte, incentivando i tuoi valori, avvalorando i tuoi desideri. Terrò stretta la tua mano e scriveremo insieme la bellezza di “Esserci”.

“Con eterno amore. Mamma.”

 

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