Mamma

Mi riflesso,

nei tuoi occhi stanchi,

ma belli.

Mi rivedo nelle tue mani,

adesso un po’ tremanti.

Sei negli abbracci nascosti da formali “come stai”,

è in quel momento che scopro il mondo

e non vorrei lasciarlo,

ne ora ne mai.

Fp.I.

Soddisfiamo il palato senza svuotare le tasche!

Cucinare un menù completo con soli 10 euro?

Muble muble…sento puzza di bruciato…oh mio Dio, non sarà mica l’arrosto? Ebbene si, o meglio, no, se siete in grado di posizionare la temperatura del forno e controllare che il timer non sfori di 15 minuti.

Una delle difficoltà maggiori, quando si è da sole, è dover badare alla famiglia in toto ed uno dei problemi principali  quando ci sono delle piccole o grandi bocche da sfamare è quello di non far mancare il “piatto a tavola”, possibilmente che sia anche gustoso,  per evitare che il “bleah” dei figli non lo faccia finire nella pattumiera.

Ed allora, che si fa?

Si aguzza l’ingegno, dando il via ad una fervida fantasia culinaria fatta di cibi sani, colorati, gustosi, e soprattutto, in questi casi di “magra economica” per rientrare nelle spese, far in modo anche che siano poco costosi.

Proprio per questo qui di seguito suggerisco un campione di un menù completo, dall’antipasto al dolce, che potete divertirvi a preparare senza dover andare a chiedere un mutuo in banca..

Serve solo attenzione nel leggere e memorizzare le ricette, un bel grembiule colorato e di sottofondo una musica lounge che aiuta a far diventare tutto un gioco.

Ricetta antipasto crostini di radicchio e provola. Lavare il radicchio poi dopo averlo asciugato metterlo in forno con olio, sale pepe e far scaldare un paio di minuti. Tagliare una baguette a fette e metterle a bruscare. Tagliare a fette anche la provola e arrotolarla nel radicchio poi poggiare l’involtino sulla fettina di pane e mettere sotto il grill per un minuto in modo da far sciogliere il formaggio. Servire bene calde.

Tagliatelle al sugo di arrosto e zucchina. Ingredienti per 4 persone: 1 zucchina, 1 spicchio di aglio, olio, sale, 200 gr. di farina, 2 uova, sugo di arrosto, parmigiano. Tagliare la zucchina a fettine e metterla a rosolare in padella con sale olio ed uno spicchio di aglio. Stendere la farina a fontana, aggiungere al centro le uova, il sale e impastare il tutto fino ad ottenere una palla morbida ed elastica.

Stendere a sfoglia l’impasto e tagliare le tagliatelle poi metterle a cuocere in acqua bollente e salata. Intanto sciogliere in una teglia al forno il sugo dell’arrosto avanzato allungandolo con un pochino di acqua di cottura della pasta. Quando le tagliatelle sono cotte, scolarle e metterle in casseruola con la zucchina e il sugo, mescolare bene, spolverare con parmigiano e servire.

 

Ricetta coscia di tacchino arrosto con patate. Ingredienti per 2 persone: 2 cosce di tacchino, olio, 1 spicchio di aglio, 200 gr. di patate, rosmarino q.b., sale, pepe, 1 bicchiere di vino bianco. Mettere le cosce di tacchino in una casseruola con un filo di olio e passarvi sopra uno spicchio di aglio. Aggiungere nella casseruola le patate a tocchetti, salare e pepare e condire con rosmarino, vino bianco ed olio. Cuocere in forno a 180° per circa 50 minuti.

Ricetta mousse al cioccolato, un dessert golosissimo da soli 3 Euro e 20 centesimi per ben 4 persone!

Ingredienti: 200 gr. di cioccolato fondente, acqua, 5 albumi, sale, zucchero a velo, chicchi di caffè. Sciogliere il cioccolato con un pochino di acqua, montare a neve gli albumi con un pizzico di sale e incorporare gli albumi con il cioccolato fuso.

Disporre la mousse nei bicchierini e lasciarla raffreddare per circa 1 ora in frigorifero. Guarnire i bicchierini con dei chicchi di caffè, dello zucchero a velo.

Servire il tutto con una dose di allegria e perchè no, dopo la fatica, chiedere alle pancie che saranno diventate capanne di darvi una mano a lavare i piatti.

Buon appettito!

 

 

Francescapaola Iannaccone

 

La sofferenza dei bambini dopo una separazione

Claudia aveva dieci anni quando con il suo zainetto giallo e rosa e il suo sguardo melanconico veniva a casa mia tutti i giorni per farsi aiutare nei compiti di italiano e storia.

Un caschetto nero che nascondeva pensieri troppo grandi per le sue esili spalle. Aveva l’aria di chi nel mondo non credeva più, a dieci anni, era un po’ troppo presto!

Le sue mani parlavano del suo disagio, unghie mangiucchiate e pellicine rialzate a scoprire carne viva, oltre l’epidermide dentro un derma che non aveva voglia di afferrare nulla che non fosse niente.

Un giorno, mentre le spiegavo le congiunzioni i suoi occhi iniziarono a lacrimare, gocce d’oceano che le inondavano un viso ancora incompleto.

Singhiozzava forte, Claudia, spaventata dal suo stesso nodo in gola che si dipanava dai suoi occhi scuri.

L’ho lasciata piangere e nel mio silenzio le stringevo quelle dita deturpate dall’ansia di un qualcosa che stava vivendo ma che non trovava soluzione se non nell’inquietudine di pianti alternati a mutismi e svogliatezza.

Soffiato forte il nasino e asciugato quel dolore, dopo un bicchiere d’acqua ed una caramella al latte, le chiesi cosa la preoccupasse così tanto da farla vivere in agitazione.

Laconica fu la sua risposta:” Papà e mamma si sono separati e lui è andato via di casa, non tornerà più a vivere con noi!” e mentre confessava la sua pena, il suo sguardo era diventato severo, come se d’un tratto avesse compiuto trent’anni e non fosse più un alunna di prima media spensierata tra i problemi del saggio di danza e la prima cotta per il compagno dell’ultimo banco in fondo a destra.

Claudia in quel momento aveva il volto della sofferenza, in quell’istante stava incarnando tutti i bambini che senza colpa si trovavano involontariamente a subire dolorose decisioni di terzi.

Quando i genitori si separano il trauma dell’evento colpisce tutto il nucleo familiare. Ad esserne colpiti soprattutto i bambini che vivono la separazione della madre e del padre come un evento ingiusto, sviluppando rabbia e tristezza.

Capita a volte che nascano in loro sentimenti ostili verso i loro genitori e possono ritenere uno dei due responsabile di questa decisione. Il tempo di accettazione è variabile da alcuni mesi fino ad arrivare a degli anni.
In molti casi succede che il bambino si sente responsabile della separazione dei genitori e qui il loro ruolo ha un’ingerenza particolare nello spiegare e chiarire che il motivo del loro disaccordo non dipende assolutamente dalla sua persona. Importante è che gli ex coniugi mantengano quantomeno un rapporto amichevole, fosse solo per aiutare i figli a superare la crisi senza aggravare ulteriormente il loro stato psicologico, già provato dall’allontanamento da casa di uno dei due.

Subito dopo la separazione, studi psicologici lo confermano, è il momento più delicato perchè i genitori si trovano a dover affrontare le loro emozioni con la fine di un matrimonio e con tutte le sofferenze che ne conseguono. Questo rende anche difficoltoso comportarsi da adulti attenti proprio nel momento in cui i figli ne avrebbero più bisogno.
Sia i bambini sia gli adulti coinvolti nella separazione attraversano fasi di stress paragonabili a quelle del dolore per la morte di qualche caro. Per quanto concerne le modalità con cui i bambini esprimono lo stress, dipende dalla loro età e dalle caratteristiche individuali.

Queste fasi comprendono:
Rifiuto
Alcuni bambini non accettano l’idea della separazione, evitano di parlarne isolandosi o facendo finta di niente.

Rabbia

Quando i bambini si rendono conto che la separazione è avvenuta, manifestano rabbia verso uno o entrambi i genitori, verso i coetanei o i compagni di scuola. Un bambino piccolo può fare molti più capricci rispetto a prima. Il bambino può esprimere la sua rabbia anche fuori casa, per questo motivo è importante che a scuola gli insegnanti siano a conoscenza della separazione.

Provano a far riavvicinare i genitori

Alcuni bambini pensano di poter fare qualcosa per evitare che i genitori si separino. Importante è rassicurare il bambino dicendogli che la loro decisione è stata presa indipendentemente dal suo comportamento e che non può fare niente perché mamma e papà tornino insieme.

Depressione

Quando il bambino capisce cosa sta succedendo e si rende conto dell’impossibilità di una risoluzione e che la separazione è definitiva esso può sviluppare depressione e piangere molto spesso.

Accettare la separazione

Per quasi tutti i bambini arriva il momento in cui la separazione dei genitori viene accettata.

I bambini devono ricevere  amore e supporto per essere aiutati a gestire queste diverse fasi. Importante è comunicare le proprie emozioni come sarebbe per i genitori capire che essi debbano continuare ad avere le stesse abitudini precedenti alla separazione, pur riconoscendo che si sta vivendo un periodo difficile.
La rassicurazione è la forma più importante di terapia che entrambi gli ex coniugi possono adottare nei confronti dei figli bisognosi di risposte. Solo il tempo in questi casi è il miglior alleato. Pian piano lo stile di vita di una famiglia con un solo genitore trova una sua stabilità. Si è riscontrato che in una famiglia monogenitoriale  il bambino diventa presto più maturo e responsabile. Le circostanze in cui gli sono date delle responsabilità, lievemente superiori alle sue capacità, favoriscono le sue abilità di gestire le situazioni in modo adeguato e indipendente. Ad un bambino può essere utile sapere che non è l’unico che sta crescendo con un solo genitore, che è successo a molti altri e che tutto è andato bene. E’ importante incoraggiare il bambino a manifestare le sue emozioni ascoltandolo.

Ho rivisto Claudia l’anno scorso, mi ha fermata per strada quel caschetto bruno inconfondibile con le mani non più colpite dalla sua ansia ma con le unghie tinte di celeste, come il cielo che mi sa aveva iniziato a riguardare. Il suo sorriso timido mi ha raccontato che frequenta il primo liceo classico, promossa a pieni voti, è serena, vive con la sua mamma e  sta imparando con il tempo a capire che l’amore dei suoi genitori per lei figlia non si è dipanato come il sentimento che un tempo aveva unito loro.

Francescapaola Iannaccone

L’ alternativa è il coworking

L’hanno chiamato Piano C il progetto che cambia del tutto il modo di lavorare, di vivere, di stare con la famiglia, di respirare la società. Uno spazio alternativo, una nuova cultura del lavoro, mq2 dove l’utile tende la mano al “dilettevole” che spesso diventa necessità. Stiamo parlando del coworking, una nuova cultura del lavoro che delinea spazi alternativi nel modo di lavorare. Creato soprattutto per agevolare donne lavoratrici, a volte sole, che non possono beneficiare di assistenza alternativa. Orario flessibile, asilo in ufficio e anche qualcuno disposto a fare le commissioni al tuo posto. Un sogno per tutte le madri lavoratrici si concretizza in una nuova realtà imprenditoriale. Spesso l’organizzazione del lavoro non tiene conto delle innovazioni tecnologiche e della società che cambia. Il risultato è che molte persone ne sono tagliate fuori e le categorie più discriminate nel nostro paese sono le donne che rappresentano solo il 13% della classe dirigente. In Italia il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi in Europa, appena 34,5%, qui una donna su tre smette di lavorare a tempo pieno dopo aver avuto il primo figlio. Una perdita enorme di risorse. Le donne restano ai margini del lavoro perché nessuna delle regole che lo governano oggi è stata disegnata secondo le loro esigenze. Lo spazio sarà totalmente femminile, unici uomini ammessi, padri con figli. L’idea di “spazio” che cambia, Il coworking, aperto a tutte le donne e studiato su misura per incontrare i bisogni delle lavoratrici con figli. Oltre alle scrivanie, ad una cucina e a sale riunioni, questi spazi prevedono anche aree dedicate ai bambini dagli 0 ai 6 anni, supervisionate da educatrici . All’interno di queste aree si potranno trovare anche dei corsi di formazione e il servizio “salva tempo” che, a costi modici, le lavoratrici permetteranno di affidare ad altri le proprie commissioni, come la spesa online, il pagamento delle bollette e la lavanderia. Tutto questo permetterebbe alle impiegate appena rientrate dalla maternità di passare alcune giornate di lavoro in un ambiente “baby-friendly”. Il concetto finale è cercare di ricreare una felicità produttiva lavorando in un ambiente sereno.

 Francescapaola Iannaccone

CON LE MIE FORZE

Sfidano il mondo come fossero amazzoni che della temerarietà ne fanno spinta per proteggere quello che più amano: i loro figli. Madri sole che indossando il cappotto della dignità,  combattono per ottenere diritti.     Possono contare solo sulle loro forze dandosi da fare ad oltranza.                         Non conoscono risparmio del proprio sé.                                                                     Sono quelle donne che “abbandonate” dai propri compagni si ritrovano  in balia di una “tempesta pratica” anche dalle istituzioni italiane.                           In un giorno, che della follia non ha neanche l’ordinarietà, vengono violentemente catapultate in un microcosmo fatto di assenze, mancanze, vuoti da colmare per sé e per i loro figli. Incombenze da gestire e responsabilità quotidiane da fronteggiare, il tutto da sole!                               Negli ultimi anni le separazioni ed i divorzi sono aumentati e quelli che si concludono con un assegno di mantenimento sono 1 su 5. Solo il 21,1% lo ha percepito nel 2009 che rispetto al 2007, dove si sfiorava la soglia del 27,1 % , mostra come lo stato di disagio sia in continuo aumento. Con il divorzio le percentuali di assegni di mantenimento e di presenza da parte dei padri si abbassa. Solo il 15% delle separazioni giudiziali mostra l’emarginazione di essi che reclama i propri diritti. Mentre l’85% di quelli separati é totalmente assente da un punto di vista economico, dal punto di vista pratico, organizzativo, morale e di partecipazione nell’educazione dei figli. Secondo l’Istat  le madri “sole” sono in continuo aumento. Uno studio mostra come le donne che arrivano alla separazione spesso sono senza lavoro, questo evidenzia la loro difficoltà nel fronteggiare la situazione di crescita per i figli. Non è facile andare avanti in un paese come il nostro  privo di sussidi per l’infanzia e carente strutturalmente verso quelle madri senza un compagno. Eroine che attingono forza nel non scoraggiarsi, dando voce alla loro personalissima resilienza per non smettere di essere donne e madri, nonostante tutto.                                                                                                         Anche se il “nonostante tutto” non basta quando nel mezzo ci sono i figli.

 

Francescapaola Iannaccone